L’agroforestazione a Naukunda: benefici ecologici, strategia economica e crisi climatica. Storia di un beneficiario di ASIA.

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11 Giu L’agroforestazione a Naukunda: benefici ecologici, strategia economica e crisi climatica. Storia di un beneficiario di ASIA.

Shyam Bahadur Dangol vive con la sua famiglia a Sarmathali, un villaggio all’interno della Municipalità Rurale di Naukunda, nel distretto di Rasuwa. Da 9 anni partecipa ai progetti di ASIA in ambito di apicoltura e produzione di caffè in sistema agroforestale.

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Naukunda, una municipalità nel distretto di Rasuwa

Il distretto di Rasuwa è collocato a nord della provincia di Bagmati, al confine con la Regione Autonoma del Tibet. Al suo interno, Naukunda è una delle aree più isolate e vulnerabili della regione. Molti dei suoi residenti appartengono alla comunità Tamang, un gruppo etnico tradizionalmente emarginato, con scarso accesso a risorse produttive e finanziarie. Il 75% delle famiglie dell’area è completamente dipendente dall’agricoltura per il proprio sostentamento. Tuttavia, il 50% dei terreni è più piccolo di 0,5 ettari, e molti contadini coltivano a monocoltura, una pratica che impoverisce i suoli, riduce la biodiversità e limita le possibilità di adattamento al cambiamento climatico.

L’intervento di ASIA: agroforestazione con caffè e apicoltura

In questo contesto, nel 2017 ASIA ha cominciato a supportare attività di apicoltura e coltivazione di caffè in sistema agroforestale, coinvolgendo più di 200 famiglie in una decina di villaggi di Naukunda. La combinazione di caffè e miele crea un modello economico complementare, in quanto combina una produzione a medio-lungo termine (caffè) con attività a profitto più rapido (apicoltura). Questo modello sta emergendo come soluzione strategica per diversificare le fonti di reddito delle famiglie di Naukunda, incentivare una gestione sostenibile del territorio e rafforzare la resilienza climatica delle comunità rurali.

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Vantaggi ecologici…

L’agroforestazione è un metodo di coltura che si basa sulla combinazione fra specie arboree e arbustive, e talvolta anche di pascolo del bestiame, all’interno dello stesso paesaggio. I sistemi agroforestali hanno molteplici vantaggi dal punto di vista ecologico: una migliore gestione dei nutrienti del suolo, creazione di biodiversità, una gestione della foresta a basso impatto umano e riduzione dell’erosione, specialmente per aree montane soggette a frane e piogge monsoniche, com’è il caso di Naukunda. La coltivazione all’interno di questi sistemi sfrutta l’interazione positiva fra le sue componenti, generando benefici per tutti gli esseri che vi partecipano.

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… e vantaggi produttivi

Oltre ad avere un impatto positivo sulla conservazione e sulla gestione delle risorse naturali, l’agroforestazione comporta notevoli vantaggi produttivi, specialmente per i piccoli produttori. La resa alimentare delle specie erbacee coltivate in sistema agroforestale, infatti, risulta significativamente più alta. Questo perché si tratta di un sistema che fa incrementare la sostanza organica del suolo fino al 60% nei primi 10 anni. Inoltre, grazie all’ombreggiamento, alla pacciamatura naturale e a una migliore capacità d’infiltrazione del terreno, l’efficienza idrica aumenta del 30%, riducendo il problema del consumo d’acqua.

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Perché caffè e miele?

Il caffè è una pianta particolarmente adatta all’agroforestazione, crescendo bene nell’ambiente umido che si crea sotto la copertura di altri alberi. I sistemi ombreggiati, infatti, aiutano a regolare la temperatura e a proteggere le piante di caffè dagli stress climatici. D’altra parte, la presenza di vegetazione diversificata favorisce lo sviluppo di un habitat biodiverso, adatto per insetti impollinatori, uccelli, microrganismi e altre specie. In questo contesto, le api possono beneficiare di un’abbondante e varia flora locale, fornendo, in cambio, il servizio di impollinazione alla vegetazione agroforestale.

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Shyam Bahadur Dangol ha 1500 piante, 5 arnie, e progetta di espandere la sua produzione

Shyam è uno dei beneficiari che, insieme alla sua famiglia, sta sviluppando un sistema agroforestale integrando coltivazione del caffè e apicoltura. Dopo tanti anni di impegno, oggi guarda con soddisfazione al percorso compiuto, soprattutto per quanto riguarda il caffè. Partendo da poche piante, infatti, è riuscito col tempo ad ampliare la sua coltivazione fino a raggiungere 1500 piante. Uno dei risultati più significativi fra i produttori di Naukunda.

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Shyam racconta di essere felice di abitare a Saramthali, il luogo in cui è nato e in cui ha cresciuto i suoi figli. Dove può avere sempre a disposizione cibo fresco, raccolto vicino al villaggio, e dove la vita è tranquilla.

Guardando al futuro, vuole essere fiducioso: progetta di espandere entrambe le sue attività. Inoltre, sta pianificando di diversificare ulteriormente il suo sistema agroforestale: nei prossimi mesi, ha intenzione di piantare 1000 kg di bulbi di zenzero, coltivandolo in intercropping insieme al caffè.

Per quanto riguarda l’apicoltura, gli piacerebbe molto riuscire a mantenere più colonie di api. Al momento possiede 5 arnie. Il miele rappresenta un prodotto interessante, ci spiega, perché si raccoglie di frequente, e un barattolo di 700 ml si vende fino a 1000-1200 rupie nepalesi. Negli ultimi tempi, però, questa parte delle sue attività non sta generando alcun profitto.

Niente nettare, niente miele. Gli effetti della crisi climatica nella fascia himalayana

Lo scorso autunno, neanche uno degli apicoltori e delle apicoltrici di Saramthali ha potuto raccogliere miele dalle proprie arnie. Le api, infatti, non sono state in grado di produrne quantità sufficienti.

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Le cause di questa penuria sono molteplici e intrecciate fra loro, ma fondamentalmente legate all’alterazione dei normali ritmi stagionali. Come ci ha spiegato Shyam, quest’anno le piogge monsoniche si sono protratte ben oltre i mesi estivi, secondo una tendenza che negli ultimi anni si sta verificando in modo sempre più marcato.

Ciò ha fatto sì che precipitazioni forti e intense, tipiche dell’estate, siano proseguite durante l’autunno, un periodo normalmente caratterizzato da un clima più asciutto e dalla fioritura di molte piante nettarifere. Le piogge continue hanno dilavato gran parte del nettare dai fiori a cui le api attingono solitamente. Inoltre, quando piove gli impollinatori fanno molta fatica a spostarsi e cercare cibo, poiché l’acqua gli impedisce di volare con facilità.

Di conseguenza, la stagione fredda è cominciata subito dopo la fine delle piogge. Quando finalmente il monsone è terminato, per le api è stato troppo tardi per raccogliere il nutrimento necessario, a causa delle temperature troppo basse. Le colonie hanno iniziato l’inverno senza sufficienti riserve di cibo e, non avendo potuto accumulare quantità sufficienti di nettare, non hanno potuto produrre il miele.

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Problemi e ancora problemi: gelo, incendi, grandine, scarsità d’acqua

Come se non bastasse, i frequenti incendi boschivi nell’area distruggono regolarmente molte delle piante nettarifere raggiungibili dalle api dei beneficiari. Alcuni apicoltori, tra l’altro, hanno riportato che le rigide temperature invernali hanno causato la morte di gran parte delle colonie. Per questo motivo, ci dice Shyam, stanno cercando di trovare una soluzione per coprire in qualche modo le arnie in inverno, in modo da mantenerne il calore.

Inoltre, la zona di Saramthali ha un problema di risorse idriche che si stanno prosciugando, soprattutto in seguito al terremoto del 2015. Alcune sorgenti d’acqua hanno completamente smesso di scorrere con il sisma. Poi l’acqua è tornata, poco a poco, ma è comunque meno di quanta fosse prima. Shyam ritiene che i cambiamenti climatici stiano contribuendo ad aggravare ulteriormente la scarsità idrica nella zona.

Anche l’inverno non è più come una volta, quando le nevicate coprivano per mesi i campi coltivati, proteggendo le coltivazioni da animali e altri rischi. Oggi, a Naukunda non nevica più. Tuttavia, ogni tanto capitano temporali improvvisi e violentissimi. Non è infrequente che la grandine danneggi irrimediabilmente ortaggi, piante di avocado e di caffè.

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Shyam ci rivela che se la situazione continuerà a peggiorare di anno in anno, come sembra probabile, lui e sua moglie saranno costretti a lasciare il villaggio. D’altronde Saramthali si sta svuotando, e i suoi figli sono già andati via.

“Eravamo in 7 in casa. Ora siamo in 2”.

Conclusioni

Il modello pensato da ASIA per Naukunda si è rivelato, almeno finora, molto efficace. Lo dimostrano casi come quello di Shyam Bahadur Dangol, che nonostante tutto è molto contento delle sue produzioni di caffè. Purtroppo, però, gli effetti del cambiamento climatico che stiamo sperimentando a livello globale sono molteplici, imprevisti e sovrapposti. Una crisi che si fa sempre più inquietante per le sue proporzioni, a cui i contadini non possono rispondere con soluzioni definitive, con i mezzi che hanno a disposizione.

A pagarne il prezzo sono sempre i piccoli produttori, soprattutto coloro che vivono in aree dove l’equilibrio ecologico ed economico è di per sé una questione delicata.

L’agroforestazione comporta moltissimi vantaggi, ma non è abbastanza se i ritmi delle stagioni sono stravolti. Il sistema agroforestale si basa su una gestione sostenibile delle risorse, e rispettosa dell’habitat locale. Ma se quelle risorse vengono distrutte, nessun metodo di gestione può garantire la sopravvivenza di un paesaggio ecologico.

Ciò che ci resta da fare, in luoghi come Naukunda, è continuare a costruire e coltivare forme di resilienza al cambiamento climatico. E supportare chi sta dalla parte della terra, dedicando la vita a prendersene cura.