La conservazione ambientale nel parco del Langtang e la storia di Karsangmo

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24 Feb La conservazione ambientale nel parco del Langtang e la storia di Karsangmo

Nell’ottobre del 2018 ASIA ha aperto un progetto di conservazione ambientale nel Parco Nazionale del Lantang, in Nepal, grazie ai finanziamenti stanziati dalla Provincia Autonoma di Trento.

Le comunità del Parco Nazionale del Lantang vivono quasi esclusivamente di produzioni agricole destinate all’auto sostentamento (raramente alla vendita) e a limitate attività zootecniche. Tuttavia, negli ultimi decenni a causa dell’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, il suolo risulta essere poco fertile e propenso alla desertificazione. Inoltre, è stato completamente alterato l’ecosistema del Parco, un tempo garantito dai bacini di montagna che ne preservavano i bilanci idrologici e la biodiversità, e che contenevano i flussi delle acque piovane limitando il rischio di alluvioni e frane.

Negli ultimi anni, specialmente dopo il terremoto del 2015, circa il 35% degli uomini delle aree rurali nepalesi è partito in cerca di fortuna all’estero, mentre le donne sono rimaste ad accudire i figli, coltivare i campi, allevare gli animali, e a pagare i debiti contratti per finanziare i viaggi dei mariti.  Nelle aree rurali la condizione femminile resta ancorata al passato e ad una società patriarcale che vede la donna subordinata all’uomo sia nelle posizioni sociali, sia economiche: senza diritto alla terra, all’istruzione, alla salute e all’educazione.

Per questo motivo ASIA ha dato avvio a un progetto dai molteplici obiettivi. Il progetto mira da un lato alla protezione ambientale e al contrasto ai cambiamenti climatici attraverso la riforestazione delle terre marginali; dall’altro a migliorare le condizioni di vita delle comunità del Parco, specialmente della popolazione femminile, attraverso un piano di attività che offre vocational training e opportunità di reddito, come la micro-impresa, legate alla conservazione ambientale e alla promozione delle filiere forestali non legnose.

Nella pratica, ASIA ha contribuito a formare trenta donne per la gestione di vivai, sul diritto alla terra, sulla gestione finanziaria e sulla commercializzazione. Si è impegnata nella realizzazione di sistemi di raccolta dell’acqua piovana e nel formare un gran numero di famiglie su apicultura e funghicultura. In totale, ne hanno beneficiato direttamente 1740 contadine e contadini e indirettamente circa 44.000 persone.

Ecco la testimonianza diretta di una delle donne coinvolte nel progetto:

Il mio nome è Karsangmo Negi Tamang. Vivo a Naukunda, Aarukharka, in Nepal centrale. La mia famiglia è composta da sei persone: mio marito, le mie tre figlie, i miei due figli e io. Solo io e mio marito viviamo qui. La nostra principale fonte di reddito è l’agricoltura, tuttavia fino a un anno fa ci occupavamo solo di colture stagionali durante il periodo dei monsoni e riuscivamo a dar da mangiare alla famiglia senza alcun surplus, perché non avevamo acqua a sufficienza per irrigare i campi e la morfologia del terreno ne risentiva. Con la pastorizia riuscivamo solo in parte a far fronte alle nostre necessità primarie.

Credo che fosse durante nei primi di gennaio del 2020, quando un team della Nepal Agroforestry Foundation venne presso la nostra comunità e si confrontò con noi sulle necessità e sui problemi che avevamo con le colture, spiegandoci che ASIA stava realizzando un progetto proprio a favore delle donne della nostra area. Poi, raggrupparono noi donne e crearono l’Aarukharka Agroforestry Women’s Group per aiutarci a creare un vivaio agroforestale. Tra tutte le donne del gruppo, solo io sapevo che la coltivazione sarebbe potuta diventare un’attività redditizia, perché mio marito aveva lavorato in un vivaio in Himachal Pradesh (India) per circa cinque anni. Perciò si decise di costruire il vivaio sulla mia terra.

Gli esperti della Nepal Agroforestry Foundation ci fecero un training sulle pratiche di gestione del vivaio e su altri aspetti fondamentali come l’alfabetizzazione finanziaria, il diritto alla terra, il diritto di proprietà, come si realizza un piano aziendale… Durante queste lezioni ci rendemmo conto che sapevamo davvero pochissimo di cose così importanti di cui prima non avevamo mai sentito parlare!

Così, cominciammo a lavorare nel vivaio sotto la completa guida degli esperti, coltivando le piante sia dai semi sia dalle talee. Abbiamo coltivato piante di bambù, pepe di Sichuan, Lime, Okhar e Kabro (ficus lacor). La fondazione ci ha supportati con le sementi e tutti i materiali necessari per dare avvio al vivaio. Abbiamo fornito alla comunità circa 3000-3500 piante gratis, sulla base delle richieste, per vendere solo quelle in surplus. Le entrate sono saltate da 90.000 a 100.000 rupie!

Ad Aarukharka sono tutti felici perché, grazie al vivaio costruito da ASIA e dalla Nepal Agroforestry Foundation, ancora oggi riescono a procurarsi prodotti molto richiesti, come il Pepe di Sichuan, l’Okha, il Lime ecc., gratis o a un prezzo agevolato. Altrimenti costerebbero circa 200 rupie per pianta, una cifra esorbitante per la maggior parte degli agricoltori! Grazie a questo anche loro piano piano stanno rendendo più redditizie le proprie coltivazioni.

A nome di tutta la comunità ringrazio sinceramente ASIA e la Nepal Agroforestry Foundation, che ci hanno sostenuto nel coltivare un’attività sostenibile e redditizia per il nostro futuro. Saremo per sempre grati!

Trento