Elementi a colori

21 Giu Elementi a colori

elemetni a colori

Per tutta la primavera, fino all’arrivo dell’estate, abbiamo esplorato gli elementi della cultura tibetana attraverso i colori ai quali sono associati con la rubrica ELEMENTI A COLORI. Ecco un riepilogo di quello che abbiamo scoperto insieme!

 

nam mkha’ – lo spazio


Nam mkha’ è associato al bianco, che simboleggia purezza, saggezza e gentilezza. Il bianco è il colore più luminoso e acromatico (ovvero privo di tinte) ed è dato dalla somma dei colori primari. Infatti nam mkha’  è l’elemento che comprende tutti gli altri, il più sottile e impalpabile e al tempo stesso luminoso. È lo spazio vuoto in cui avviene lo spettacolo del mondo.
 
È difficile afferrarlo con la mente, forse qualche metafora può aiutare. Immaginate una libreria: proprio perché di per sé è vuota può accogliere tanti libri. Così come se non ci fossero la tela o il foglio bianco non sarebbe possibile dipingere. Oppure, pensate al cielo: può sembrare popolato da nuvole scure e dense o lievi e soffici, può apparire tagliato da fulmini e saette, ma nulla in realtà lo cambia, resta sempre imperturbabile come sfondo e testimone dei fenomeni atmosferici.
 
E simile a nam mkha’ è la nostra coscienza, che si tinge delle esperienze dei sensi e della mente, dunque non è queste esperienze, ma le accoglie e le integra.

 

Rlung – il vento


Rlung, il vento, è associato all’azzurro, un colore freddo che al tempo stesso dà pace. Proprio come l’aria: può essere gelida e tagliente o lieve come una carezza. Rlung è leggero, sottile e mobile; viene chiamato il “cocchiere” della coscienza, per questo è l’elemento successivo a nam mkha’ (spazio, cielo, coscienza). E’ qualcosa in più del vento, infatti secondo la medicina tibetana è una delle tre energie che regolano l’equilibrio psicofisico, ovvero il soffio vitale (rlung), bile (mkhris pa), governata dal fuoco, e flemma (bad kan), governata dall’acqua.
 
Rlung è come un sottile flusso di energia che, se troppo presente nel corpo, può causare disagi psicofisici legati alla paura, all’ansia, alla confusione al disorientamento, agli incubi e alle fobie. D’altro canto, aiuta lo stomaco ad assimilare le sostanze nutritive per lasciar andare quelle di cui non abbiamo bisogno. Se è presente in giusta quantità ci fa sentire calmi e in armonia.
 
L’azzurro simboleggia la comunicazione attraverso la creatività, infatti l’aria nel nostro corpo produce la voce: pulisce gli organi di senso e la mente ed è l’ espressione sonora della nostra energia.

 

Chu – l’acqua


Potrà sembrare strano, ma chu, l’acqua, è associata al verde, per due motivi. Sia perché in Tibet l’acqua è legata specialmente ai laghi che sono di colore verde per via della vegetazione sul fondale, sia perché chu è considerata la madre degli alberi e delle piante, solitamente verdeggianti.

Il verde si trova al centro tra i colori freddi e i colori caldi, è simbolo di equilibrio e armonia. Chu infatti è per eccellenza epitome della ricerca costante di un equilibrio, in quanto mutevole, variabile e adattabile. Si trova poi al centro tra gli altri elementi: spazio e vento, prima, e fuoco e terra, dopo.

Come il verde rappresenta la natura e la rigenerazione, allo stesso modo chu: è l’acqua che dà vita, che rende fertile la terra e purifica, che lava via ciò che non è necessario e rinnova.
 
Solitamente, ogni mattina i tibetani offrono sette ciotole colme d’acqua, dette yon chab, al Buddha, a una divinità o a un maestro sull’altare casalingo. chu è una delle cose più preziose che si possa offrire, perché non fa sfoggio della propria ricchezza, anzi mostra umiltà e rispetto.

 

Me – il fuoco


Me, il fuoco, è associato al rosso, che per antonomasia è il colore dell’energia e della vitalità. Me ha un potere creativo e distruttivo: se ben veicolata dal vento (rlung) può trasformarsi in un’energia gioiosa e compassionevole, altrimenti, se il vento è in eccesso, porta agitazione, instabilità e conflitti. E’ il fuoco che dissipa l’ignoranza, il dubbio e la confusione.
 
Secondo la medicina tibetana, è una delle tre energie che regolano l’equilibrio psicofisico, ovvero bile (mkhris pa), governata dal fuoco, soffio vitale (rlung), governata dal vento, e flemma (bad kan), governata dall’acqua. Il fuoco risiede in cinque sedi nel nostro corpo:
intestino, dove si manifesta come fuoco digestivo
fegato, dove trasforma il colore dei nutrienti in quello rosso del sangue e dà colore agli organi
cuore, dove mette in luce la propria intelligenza, consapevolezza di sé e realizza i propri desideri

 

Sa – la terra


 Sa, la terra, è associata al giallo, il colore della forza, dell’energia, del sostegno e della volontà.Le montagne, gli alberi, le rocce e il terreno rappresentano la forza e stabilità della natura. Al tempo stesso, sa è presente nei nostri corpi: è la solidità dei muscoli e delle ossa grazie alla quale incediamo nel mondo. 

Sa è la risorsa primaria della composizione dei nostri corpi. Sebbene tutti gli elementi abitino lo spazio (nam kha’), sa è la nostra dimora su questa Terra, è l’aspetto materiale e concreto che ci permette di essere su questo mondo. Infatti nella scala cromatica il giallo occupa il posto immediatamente successivo al bianco che, come abbiamo visto, è associato allo spazio.

Quando l’elemento terra è ben equilibrato in noi, ci sentiamo sicuri e radicati nelle nostre attività quotidiane. Altrimenti, un eccesso di sa genera pesantezza e blocchi, il corpo diventa teso e compresso. 

Il colore giallo irradia vita. Allo stesso modo, sa è eternamente creativa, generosa come una madre, giacché è la base a partire dalla quale tutto fiorisce e cresce. Sa è nutrimento, del corpo e della psiche.