Il Bön e le sue scienze

18 Nov Il Bön e le sue scienze

Il Bön, insieme con il Buddhismo, è una delle due forme religiose organizzate del Tibet.

 

3Si tratta di un’antica tradizione religiosa e spirituale pre-buddhista che delinea le fondamenta della cultura e della storia del Tibet. I suoi seguaci vengono detti bön po. Secondo la tradizione, il riformatore del Bön arcaico è stato un maestro originario dello Zhang Zhung, Shenrab Miwoche (gShen rab mi bo che), che pare essere vissuto prima di Śakyamuni agli inizi del secondo millennio a.C. I suoi insegnamenti sono stati suddivisi in base a diverse classificazioni, tra cui quella in Dodici Scienze (shes pa bcu gnyis), che pare essere la più antica.

Tali classificazioni includono un insieme complesso di conoscenze e pratiche magico-rituali, per la maggior parte apotropaiche, messe in atto da specifici sacerdoti bön po, che in genere affiancavano i re al fine di compiere riti propiziatori. Come afferma Chogyal Namkhai Norbu, etimologicamente parlando, il termine Bön deriva dal verbo bön pa, che significa “recitare formule sacre”: infatti il potere dei suoi praticanti derivava dalla recita dei mantra, suoni capaci di influenzare determinate zone di energia. Attraverso le vibrazioni dei mantra gli antichi seguaci del bön entravano in contatto con le energie invisibili e con le forze occulte che governano l’esistenza e riuscivano a controllarle (Norbu, 2021:27). 

 

3La classificazione degli insegnamenti bön po in Dodici Scienze include conoscenze e rituali di ogni genere, ognuno legato ad un certo aspetto: vi sono rituali di protezione, di purificazione, di cura, di divinazione e così via.  Le Scienze su cui ci focalizziamo oggi sono: il Bön dell’Astrologia, il Bön della Medicina,  il Bön del Cervo e l’arte del volo, il Bön della divinazione Juthig. 

 

 

 

Il Bön dell’Astrologia


Secondo la tradizione, l’astrologia, la scienza che controlla l’ordine dell’esistenza, ha come principale depositario ‘Phrul bu chung, figlio di Shenrab Miwoche (il riformatore del Bön). Si basa su trecentosessanta metodi astrologici detti ‘punte nascoste’ (gab rtse). Sono punte perché anni, mesi, giorni ecc. sono concepiti come lassi temporali con dei culmini che, se colti, possono produrre immediatamente risultati positivi o negativi per le persone. Sono nascoste perché i vari lassi di tempo sono governati da esseri sovrannaturali, non percepibili ai 5 sensi: si sa che ci sono, ma sono come nascosti. 

1Le punte nascoste si riassumono in 4 metodi astrologici e rituali:

 

  1. lo specchio delle manifestazioni delle punte nascoste, rappresentato come una tartaruga distesa supina;
  2. i diagrammi delle sedi dei parkha e dei mewa: i parkha sono i trigrammi legati agli elementi, i mewa sono invece i segni caratteristici di positività o negatività che ricorrono durante i cicli temporali astrologici.
  3. il ciclo temporale degli elementi;
  4. il chuzlag, l’astrologia dell’interdipendenza delle azioni, che consiste nel sistema di calcolo dell’oroscopo natale detto tserab letsi, lett. ‘il calcolo delle azioni delle vite precedenti’.

 

 

I 9 mewa, gli 8 parkha e i 12 animali (associati al ciclo di 12 anni) vengono rappresentati sempre al centro del diagramma delle punte nascoste. L’obiettivo di questi rituali è quello di fronteggiare le diverse circostanze della vita e della morte. Il responso ricavato dai calcoli astrologici è indispensabile in tutte le circostanze della vita. Ad esempio, quando nasce un bambino, per scoprire le avversità o le fortune che potrà incontrare nella vita e indicare come allontanare le prime e favorire le seconde, si fa l’oroscopo natale in base all’astrologia delle vite precedenti. 

 

 

Il Bön della Medicina


2
Pare che la conoscenza medica e i diversi metodi di cura del Bön siano stati tramandati da Shenrab Miwoche (il riformatore del Bön arcaico) al figlio Chebu Trishe e ad altri allievi noti come gli “otto sapienti della medicina”. I disturbi possono essere di due tipi: malattia fisica oppure dön, lett. “provocazioni”, cioè influenze invisibili e dannose causate da energie esterne, ad esempio da esseri soprannaturali: nel caso del dön, attraverso la divinazione e i calcoli astrologici si può comprendere quale classe di esseri ha provocato il disturbo e come lo si può curare.

 

 

2I principi fondamentali per effettuare le diagnosi mediche sono:

  • la comprensione delle cause primarie e secondarie;
  • l’identificazione del tipo di polso;
  • l’accertamento della salute e della malattia attraverso l’urina;
  • l’esame dei segni di morte o di guarigione.

 

I metodi di cura sono legati al comportamento, alla dieta, alle medicine e agli interventi esterni:

“Prima di tutto la malattia va curata con il comportamento, ma se questo non è sufficiente bisogna adottare una dieta. Se anche questa non riesce a debellare la malattia, bisognerà prendere dei farmaci. Come ultimo rimedio, si applicano le varie tecniche terapeutiche”  Nor bu ’i phreng mdzes (La pregevole collana di gioielli) di Jñānadhara (VIII secolo). 

 

6Chi sono i Dön?

A proposito dei Dön, le “provocazioni dell’energia”, sono diverse le classi di esseri non umani che hanno la capacità di influenzare le sfere di energia di una persona: possono essere divinità (Lha), semidivinità (Lha Min), spiriti famelici (Yi Dag), esseri che inviano le maledizioni (Che Dem) ecc. Dön letteralmente significa dubitare: si riferisce infatti ad una persona che viene influenzata o ‘provocata’ da qualcosa che le fa nascere un dubbio, col risultato che il dubbio si radica dentro di sé. Più nello specifico, i Dön influenzano quelle persone che sono inclini a ricevere negatività. Quando si subisce la provocazione di un Dön non è sufficiente curarsi con la dieta, il comportamento e le medicine: è necessario che venga eseguito un rito strettamente legato alla circostanza e alla classe di Dön. Successivamente, si può riequilibrare lo stato di salute della persona attraverso interventi esterni come il salasso, la moxabustione oppure l’applicazione di aghi. 

 

Il Bön del cervo e l’arte del volo


5

“Sembra che questo Bön sia alla base delle facoltà magiche, attribuite ai bönpo, di volare cavalcando un tamburo” (Norbu, 2021:298).

Questa scienza comprende una grande varietà di riti che servono a scongiurare pericoli di morte, malattie e disturbi provocati da divinità, serpenti semi-divini, demoni ecc. Il cervo è connesso ai riti per ottenere la buona fortuna. Tra i diversi riti, c’è ad esempio il rito del ‘cervo dalle corna ramificate’, ancora oggi praticato. Si divide in tre fasi. La prima è una fase preparatoria in cui viene modellato un cervo attraverso creta giallastra e materie preziose polverizzate, poi dipinte in diversi colori. Nella seconda viene esposto il mito delle origini e nella terza vengono spiegate le influenze negative contro cui il rito opera. 

 

 

Il Bön della divinazione Juthig


4I metodi divinatori, conosciuti sotto il nome di Mo, sono suddivisi in diverse categorie. Tra queste vi è la divinazione Juthig, lett. ‘cordoncini’, proprio perché fa uso di corde. Si tratta di un metodo che sin dall’antichità è stato fortemente praticato nello Shang Shung e nel Tibet.

Questo metodo appartiene alla Scienza della Prosperità, che ha lo scopo di beneficiare gli esseri con l’intenzione di aiutare se stessi e gli altri. Prima di eseguire la divinazione, è necessario propiziare con mantra e invocazioni le ‘sette divinità della prosperosità’. Poi bisogna preparare i cordoncini formando dei nodi e facendo delle offerte alle divinità. Gli elementi su cui si basa la divinazione sono i nodi, che vengono interpretati dall’officiante, il quale dà un responso. Si possono formare moltissimi nodi ma quelli fondamentali sono 33, cioè 24 nodi “puri’ e 9 nodi ‘impuri’.

 

 

Bibliografia


Chögyal Namkhai Norbu, 2021: Le narrazioni, i linguaggi simbolici e il Bön nell’antico Tibet, Shang Shung Publications