26 Ago Nepal, inondazione a Rasuwa: interi villaggi travolti
Nepal: emergenza inondazione. Il punto della situazione
Aggiornato al 27 agosto 2026, ore 17.37. DATI PROVVISORI
Secondo la polizia nepalese le vittime accertate sono 359 ma il bilancio continua a salire. In Nepal risultano 826 dispersi e 73 feriti; sul versante tibetano le autorità cinesi riportano tre vittime e 558 dispersi. Tra i due Paesi, oltre 1.300 persone non sono ancora state rintracciate. “Disperso” indica chi non è stato raggiunto: in un’area senza strade né comunicazioni, molti sono semplicemente irreperibili.
Tra i dispersi in Nepal: 579 viaggiatori (466 stranieri di circa trenta nazionalità), 161 residenti di Rasuwa e 85 tra militari e agenti impegnati nei soccorsi.
Cosa è successo. Mercoledì 26 agosto, verso le 8:40, una grande porzione di ghiacciaio si è staccata in Tibet sopra il fiume Lhende, sbarrandolo. Quando la diga di ghiaccio e detriti ha ceduto, l’acqua accumulata è scesa in una sola ondata lungo il Bhote Koshi e poi nel Trishuli, che è salito di nove metri in trenta minuti. Alle 9 la piena ha colpito Timure e Syabrubesi.
Non è stato un terremoto. Le prime ricostruzioni parlavano di un sisma di magnitudo 4,4. Lo United States Geological Survey ha corretto: nessun terremoto: il segnale registrato era il crollo glaciale stesso, riclassificato a magnitudo 5,2. Il geomorfologo Daniel Shugar (Università di Calgary) indica come causa probabile l’acqua di fusione che ha lubrificato la base del ghiacciaio fino al distacco. Non pioveva.
I danni. Corpi recuperati in otto distretti, solo due a Rasuwa. A Timure mercato, dogana e uffici pubblici sono spariti; l’insediamento di Khalte è stato distrutto; Syabrubesi è sepolta dal fango. Perduti circa 40 chilometri di strada e almeno 19 ponti, compreso quello ricostruito dopo l’alluvione del 2025. Gli impianti idroelettrici sono fuori uso. I villaggi a monte sono irraggiungibili via terra, e le scorte di emergenza preposizionate nell’area sono state distrutte.
I soccorsi. Tredici elicotteri impegnati nelle ricerche, oltre cento persone tratte in salvo dall’Esercito nella sola mattina di giovedì, 42 medici assegnati a cinque ospedali con cure gratuite. Il maltempo continua a fermare i voli. Il governo ha dichiarato zone di crisi le amministrazioni colpite per tre mesi, stanziando 25 milioni di rupie.
Non è la prima volta. L’8 luglio 2025 la stessa valle fu colpita da un evento analogo. Fino a pochi anni fa nell’Hindu Kush Himalaya si contava una piena glaciale ogni cinque-dieci anni; solo tra maggio e giugno 2025 ICIMOD ne ha censite tre in due mesi.
ASIA a Rasuwa. Lavoriamo qui dal 2015, l’anno del terremoto. Il nostro team è sul campo per la valutazione dei bisogni e sta organizzando un primo intervento insieme ai partner locali. Servono riparo, acqua potabile, generi alimentari e assistenza sanitaria nei villaggi che nessun mezzo riesce a raggiungere.
Con una donazione puoi aiutarci a dare immediatamente un supporto alle comunità colpite.
Aggiornato al 27 agosto 2026, 5:00 italiane
La mattina del 26 agosto un‘ondata di piena proveniente dal versante tibetano è entrata in Nepal lungo il sistema Lhende-Bhote Koshi-Trishuli, travolgendo insediamenti e infrastrutture a Rasuwa e nei distretti a valle. L‘Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di catastrofi (NDRRMA), sulla base di immagini satellitari, attribuisce l’evento a una piena glaciale sul fiume Lhende innescata da una frana di neve e roccia che ha ostruito il corso d’acqua a monte; la dinamica esatta è ancora in corso di accertamento.
Alle 05:00 del 27 agosto la polizia nepalese ha registrato 162 morti e 41 feriti in cura; centinaia di persone risultano ancora disperse o irreperibili. Strade e ponti distrutti, comunicazioni instabili e comunità isolate ostacolano soccorsi e valutazioni. Il Governo ha dichiarato le aree colpite zone di crisi e annunciato cure gratuite per i feriti.
Impatto grave confermato in tutta Rasuwa
I danni attraversano tutto il distretto e proseguono a valle. Timure e Syabrubesi, nel comune di Gosaikunda, sono tra i primi insediamenti colpiti; la strada verso il confine settentrionale è interrotta e anche le comunità a valle lungo il Trishuli, nei distretti di Nuwakot e Dhading, hanno subito danni. Il Governo ha indicato Uttargaya tra le amministrazioni locali più colpite ed è l’area di cui sappiamo di più finora: il vecchio e il nuovo edificio municipale sono stati travolti, diversi ponti di collegamento sono andati perduti, l’insediamento di Khalte è stato completamente spazzato via e le scorte di emergenza preposizionate sono state distrutte. Fonti indipendenti riferiscono che anche i mercati di Betrawati e Sole sono stati travolti. La Nepal Electricity Authority segnala danni alle infrastrutture di undici impianti idroelettrici, per 405 MW complessivi; i ripetitori di telecomunicazione danneggiati in Rasuwa e Nuwakot rendono ancora più difficile mettersi in contatto con le comunità. Per nessuno dei comuni colpiti esistono ancora dati verificati sul numero di famiglie coinvolte. Le priorità immediate sono alloggi di emergenza, acqua potabile e igiene (WASH), cibo e beni essenziali, salute e protezione, oltre al ripristino dell’accesso alle comunità isolate.
Aggiorneremo questa pagina man mano che arrivano notizie dal campo.
Quando i ghiacciai cedono e i fiumi straripano, la comunità si fa argine. Nessuno resta a galla da solo.
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Aggiornato al 26 agosto 2026, 15:00 italiane
La mattina del 26 agosto una piena improvvisa è scesa lungo il fiume Bhotekoshi dal Tibet e ha travolto il distretto di Rasuwa, in Nepal. ASIA lavora qui da molti anni e siamo in contatto con i nostri partner locali per capire come intervenire.
Intorno alle 9 del mattino l’ondata ha colpito Timure, al confine con la Cina, e Syabrubesi, la porta d’accesso alla valle del Langtang, per poi confluire nel Trishuli e propagarsi verso Nuwakot e Dhading.
Una dozzina di insediamenti sono stati colpiti. Sono stati distrutti 42 chilometri di strada tra Betrawati e il confine, insieme a diversi ponti in cemento, compreso quello ricostruito dopo l’alluvione dello scorso anno. Le case, i negozi e gli uffici pubblici del mercato di Timure sono stati spazzati via. Diversi impianti idroelettrici sono fuori uso e la fornitura di energia elettrica è interrotta.
Non c’è ancora un bilancio ufficiale. La polizia nepalese ha recuperato sette corpi tra Nuwakot e Dhading e i dispersi sono decine, tra cui numerosi agenti impegnati nei soccorsi. Come sempre nelle prime ore di un’emergenza, i numeri sono destinati a salire.
Cosa sappiamo sulle cause
Il Dipartimento di Idrologia e Meteorologia del Nepal ha escluso che la piena sia spiegabile con le piogge cadute in loco. La causa precisa non è ancora accertata: l’ipotesi principale è la rottura di un lago glaciale a monte, in territorio tibetano. Sarebbe il secondo caso in poco più di un anno: quella del luglio 2025, che colpì la stessa zona, fu confermata come rottura di un lago sopraglaciale.
Perché serve agire adesso
Questa situazione si abbatte su comunità già fragili. Rasuwa è un distretto di montagna con poche strade e pochi servizi. Con 42 chilometri di strada in meno, i villaggi a monte sono isolati: raggiungere un ospedale, una scuola o un mercato diventa questione di giorni, non di ore. E il monsone non è finito. Famiglie senza casa e interi villaggi senza accesso a servizi sanitari, educativi, beni di prima necessità.
Il nostro staff si è recato sul posto e stiamo organizzando i primi aiuti.
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Quando i ghiacciai cedono e i fiumi straripano, la comunità si fa argine. Nessuno resta a galla da solo.

