18 Ott Green School: non si impara solo a contare, ma a fare la differenza
Il 10 ottobre è stata una data cruciale per il Programma Green School: a Roma, durante il Seminario Nazionale, sono stati presentati i risultati degli ultimi due anni di attività, in cui il programma si è sviluppato all’interno del bando per l’Educazione alla Cittadinanza Globale finanziato da AICS. Questo incontro ha rappresentato un’opportunità per discutere il contributo dei territori italiani agli obiettivi globali di sostenibilità, ma anche per confrontarsi, scambiarsi idee e rilanciare il programma. Il tema non è stato solo quello di “fare i conti” con le risorse ambientali, ma di scoprire come scuole, associazioni, enti e comunità stiano già facendo la differenza.
Il programma Green School, nato nel 2009 da un’idea di Agenda 21 Laghi e CAST ONG ONLUS, con il supporto dell’Università dell’Insubria, ha visto una crescita costante. Sostenuto dalla Provincia di Varese e finanziato da diversi enti e bandi, si è esteso a livello provinciale e regionale. In questi 15 anni, il programma si è evoluto e adattato alle necessità dei territori, da Cagliari ad Aosta, passando per Livorno, Cremona e la capofila Varese, fino a Roma, dove il 10 ottobre si terrà il seminario nazionale.
Ridurre per moltiplicare la sostenibilità
Se sui banchi si apprende a fare somme e sottrazioni, ci sono scuole dove i numeri diventano protagonisti nel fare la vera differenza. Negli ultimi due anni, il Programma Green School ha coinvolto 299 scuole in 12 province italiane. Questi numeri si sommano agli istituti che partecipano al progetto da tempo, arrivando a un totale di 104.309 studenti e 711 plessi scolastici, impegnati a ridurre la propria impronta carbonica.
La sottrazione non è solo un’operazione matematica: nel contesto del programma, ridurre le emissioni diventa una scelta che educa alla sostenibilità ambientale. Le scuole che partecipano si impegnano su sei aree fondamentali: risparmio energetico, riduzione e corretta gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile, riduzione degli sprechi alimentari, risparmio d’acqua, e tutela di ambiente e biodiversità. Grazie a questo impegno, possono ottenere la certificazione Green School.
Il Seminario Nazionale Gren School del 10 ottobre
Il Seminario Nazionale del 10 ottobre è stato un momento chiave per discutere i progressi del programma. La mattina si è tenuto un tavolo di confronto dal titolo: “Educazione allo sviluppo sostenibile: il contributo dei territori per gli obiettivi globali”, in cui istituzioni, associazioni e scuole hanno condiviso esperienze e strategie per un’educazione sempre più efficace. Nel pomeriggio, lo spazio è stato dedicato alle numerose reti nazionali e internazionali che si dedicano all’educazione ambientale, creando un dialogo sinergico tra diverse realtà.
Aggiungere valore con la formazione
“Una Green School è una scuola che si impegna a ridurre il proprio impatto sull’ambiente e a educare i propri alunni a un atteggiamento attivo nei confronti del pianeta”, si legge sul sito del programma. Dove si toglie, resta spazio per aggiungere: vengono offerte formazioni a studenti e docenti. Solo nell’ultimo anno, le opportunità di formazione sono state 121, ma nel corso dei 15 anni di attività, il numero è arrivato a migliaia. Si sono moltiplicate le occasioni per apprendere insieme, a partire dalla formula più semplice, quella per calcolare quanta CO2 si è risparmiata: dal 2009 sono 132 tonnellate, pari a circa 30 piscine olimpioniche, ovvero 2.2 kg per ogni alunno. Il programma, però, non si ferma alla matematica. L’offerta formativa include anche l’empatia, la mindfulness e le competenze di intelligenza emotiva. Una vera e propria “cassetta degli attrezzi” che prevede strumenti pratici e teorici, tecnici, cognitivi ed emotivi, per rafforzare una nuova consapevolezza ecologica non solo nelle nuove generazioni, ma anche tra insegnanti e genitori.
L’impatto oltre la scuola: un territorio coinvolto
Ma il Programma Green School non coinvolge solo gli studenti, ma intere comunità. Attraverso la collaborazione con enti locali, associazioni e aziende di servizi pubblici, si crea una rete di partnership che amplifica l’impatto del progetto, includendo all’interno delle riflessioni sull’ambiente anche aspetti sociali come le relazioni tra Nord e Sud del mondo e la cittadinanza globale.
Tra gli esempi recenti di progettazione partecipata, spicca la costruzione di una cupola geodetica al Liceo Keplero di Roma, realizzata con materiali eco-sostenibili grazie al supporto della ONG ASIA e alla collaborazione con la Città Metropolitana di Roma Capitale e l’AICS. Questo spazio non solo rappresenta un esempio di architettura sostenibile, ma è aperto al territorio per eventi e lezioni all’aperto.
Fare la differenza, insieme
Il Seminario Nazionale del 10 ottobre è stata quindi un’occasione speciale per confrontarsi sui risultati raggiunti e per immaginare insieme nuove soluzioni. Per sedersi al tavolo del cambiamento e tornare sui banchi di una scuola che va oltre le mura dell’aula, che comprende tutti gli spazi che attraversiamo. Partecipare è un modo per fare la differenza, sotto il segno del “meno” per quanto riguarda gli sprechi e l’impatto ambientale, e del “più” per quanto riguarda le azioni collettive verso una maggiore sostenibilità.

