Myanmar: ricostruire a un anno dal terremoto

zaini

24 Lug Myanmar: ricostruire a un anno dal terremoto

Si è concluso RESTART, il progetto realizzato da ASIA grazie ai fondi dell’8xmille all’Unione Buddhista Italiana nella Regione di Mandalay, in Myanmar. Quindici mesi di lavoro, da maggio 2025 a luglio 2026, per rimettere in piedi le scuole distrutte dal terremoto del 28 marzo 2025.

Il sisma, di magnitudo 7.7, ha colpito il Myanmar centrale danneggiando in modo grave il patrimonio edilizio, comprese numerose scuole pubbliche e monastiche. Nelle township di Kyaukse, Sintgaing, Yamethin e Pyawbwe migliaia di bambini si sono ritrovati senza scuole agibili, presidi di salute ed educazione sociale e comunitaria.

Ascoltare prima di intervenire

Prima di avviare i lavori, lo staff ha visitato i villaggi e convocato assemblee con presidi, insegnanti, genitori, capi villaggio e responsabili delle scuole monastiche.

Le comunità hanno espresso fin da subito il bisogno di una ricostruzione vera e propria, di materiali didattici, di strumenti e luoghi per far ripartire la quotidianità e la speranza. Per rispondere a queste richieste sono stati avviati i lavori di ricostruzione delle scuole, le consegne  dei kit scolastici e la realizzazione di nuovi sistemi idrici.

Inoltre, su richiesta delle famiglie sono stati pensati e realizzati percorsi sulla prevenzione delle dipendenze, un problema molto sentito tra i giovani del Paese.

Per ogni scuola è stato poi costituito un comitato che ha seguito i cantieri passo dopo passo insieme ai tecnici di ASIA, per tenere sempre vivo il dialogo con le comunità e i destinatari degli interventi.

I risultati

Tutte e otto le scuole selezionate sono state ricostruite o riabilitate. I lavori, avviati a gennaio 2026, si sono conclusi tra febbraio e giugno: le ultime tre poco prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Alla Lae Pyin Thar Monastery School di Kyaukse, dove l’edificio era crollato, ci sono oggi due aule nuove; alla Hmannen Monastery School di Pyawbwe, che accoglie oltre 600 bambini, tre aule ospitano 205 studenti.

Sei scuole hanno ricevuto anche nuovi sistemi idrici, con serbatoi da 1.500 litri e, dove necessario, un pozzo.

Accanto ai cantieri, il progetto ha distribuito oltre 1.100 kit scolastici e 1.251 zaini, insieme a banchi costruiti da artigiani del posto e lavagne per le aule. Circa 1.700 studenti hanno partecipato a giornate di sensibilizzazione sulle dipendenze e 160 insegnanti si sono formati sulla gestione dei disastri naturali e sull’igiene in emergenza, imparando a costruire il piano di sicurezza del proprio istituto.

Il progetto ha costruito concretamente nuovi luoghi di ripartenza per un territorio segnato profondamene da un’emergenza umanitaria grave. Il modello perseguito è quello che ASIA applica da sempre nei contesti di emergenza e post-emergenza. ASIA opera per trasformare la crisi in un’opportunità di sviluppo sostenibile attraverso la ricostruzione di abitazioni, scuole e cliniche, e l’attivazione di programmi che favoriscono il capacity building e la resilienza economica e sociale delle comunità colpite.